In un mondo che corre… c'è chi ha il tempo per…

di Stefania Simonato

Ormai Natale è passato da un po’ e anche il 2019 è arrivato. Quest’anno come avete potuto vedere il mio Natale è stato speciale. Ho avuto l’onore di prendere parte alla consegna dei doni ai bambini dei reparti di Pediatria, Patologia Neonatale e Ostetricia dell’ospedale di Cittadella (PD).

Ci sono luoghi più di altri dove ti rendi conto che ci sono cose nella vita più importanti del valore commerciale della festa. Vedere un bambino commuoversi all’arrivo di Babbo Natale in ospedale perchè “aveva paura che essendo fuori casa non Babbo Natale non lo trovasse”, non ha prezzo. Non ha nemmeno valore lo spendere un paio d’ore, in mezzo ai preparativi di un mondo che corre per la festa, per portare un po’ di gioia a chi sta vivendo un momento particolare.

Lo sanno bene gli amici clown in corsia che tutto l’anno svolgono attività di volontariato all’interno delle aziende ospedaliere e non solo. Lo sanno bene i volontari del KKC (Kids Kicking Cancer), che ho avuto il piacere di conoscere grazie all’amico Claudio Bacilieri che si occupa di aiutare i bambini nei reparti di oncoematologia dell’ospedale di Rimini ad affrontare le cure e a favorirne poi il ritorno alla vita normale attraverso le tecniche di neuroplasticità (respirazioni e sensazioni) delle arti marziali.

A quanti hanno ammirato il mio gesto e ammirano quello dei volontari ospedalieri, per il coraggio nell’affrontare la malattia portando gioia dico che la malattia e il dolore fanno parte della vita, al di là che vedere una persona soffrire non è mai bello soprattutto se è un bambino, tutto viene reso meno pesante da quel sorriso strappato, dal sentirsi meno soli e ritrovando un briciolo di normalità in un momento dove tutto sembra triste.

Non serve avere la vocazione del volontariato attivo, a volte basta ricordarsi di andare a trovare qualcuno che non sta bene o che sta vivendo una sofferenza. Sempre con il rispetto verso la volontà della persona. A causa di un problema familiare ho avuto modo di girare parecchi reparti ospedalieri. Ci sono pazienti che hanno sempre un gran numero di visitatori altri sono soli. Affrontare il dolore non è mai facile, a volte non si sa cosa dire. Eppure spesso basta soltanto un saluto, una battuta o un racconto della vita all’esterno per rendere il “soggiorno” meno pesante.

Vi lascio con le foto della visita a Cittadella e con un video dove si vede l’attività del KKC.
Buona visione e ricordatevi di chi ha bisogno di un sorriso.

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