Il muro di Berlino attraverso le parole dei Testimoni


Se i professori di storia me l’avessero spiegata nel modus operandi di Marco Cortesi e Mara Moschini, beh, l’avrei amata di più. Così come se i libri di questa materia fossero stati scritti da Ken Follett. Molto simile il racconto di questi “artisti”: raccontare i fatti dal punto di vista della gente comune. La differenza? I protagonisti delle narrazioni di Marco e Mara sono realmente esistiti. Dopo il successo di Le Donne di Pola, La Scelta e Rwanda, ecco un nuovo successo per l’attore e regista forlivese Marco Cortesi. In scena con lui una grandissima Mara Moschini. La scenografia scompare quasi del tutto. Appena qualche effetto luminoso e sonoro . Sul palco solo 2 ragazzi vestiti di nero dalla dizione e gestualità uniche tanto da sembrare in 10. Il racconto è così coinvolgente che non riesci a staccare gli occhi dal palco e in un batter d’occhio le luci si spengono per la fine. Die Mauer (Il Muro) raccontato atterraverdo le parole di chi c’era e lo ha vissuto in prima persona. I muri nel mondo sono ancora tanti e se ne continuano a costruire. Oltre a quelli di mattoni ce ne sono altri che a difficilmente si potranno abbattere a picconate: quelli mentali. La cattiveria umana non ha limiti. Ma se anche attraverso spettacoli come questo almeno una persona prenderà coscienza che molto spesso le decisioni dei grandi sono assurde, beh, cari Marco e Mara, potremmo ancora sperare in un mondo migliore.

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